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Ritratto di un mangiatore

di Lise Bourbeau

 

Dal momento che i nostri tre corpi – fisico, emozionale e mentale – non possono essere divisi, il modo con cui nutriamo il nostro corpo fisico indica il modo in cui nutriamo gli altri due corpi. Per me la vita fisica non è che un riflesso di ciò che avviene oltre il fisico.

L’alimentazione è molto importante sin dai primissimi istanti della nostra vita, poiché il primo contatto con la vita fisica del bambino avviene attraverso la sua alimentazione. Non appena il bimbo si sveglia gli si dà qualcosa da bere. Ci sono anche dei genitori che svegliano i loro bimbi per dar loro da mangiare. Non penserebbero mai di svegliarli per cullarli, accarezzarli o per parlargli. Così il nutrimento ha continuato ad essere utilizzato per tutta la nostra infanzia secondo il modo di vivere e le credenze dei nostri genitori.

Per alcuni il bambino mangia perché deve, altri utilizzano l’alimentazione come strumento di “ricompensa” o di “punizione” oppure quando il bambino soffre o non ha attenzione gli si dà qualcosa da mangiare o da bere. Il nutrimento serve dunque a compensare, a colmare una mancanza.

Ho così constatato che si può mangiare o bere per quattro ragioni diverse (quando parlo di bere mi riferisco ad ogni bevanda, esclusa l’acqua):

 

Per abitudine

Qui si collocano coloro che bevono o mangiano per abitudine, vale a dire ad orari precisi ogni giorno; oppure lo fanno per fare quello che fanno tutti gli altri; oppure mangiano qualcosa per non sprecare (ad esempio si obbligano a finire quello che hanno nel piatto o a mangiare prima che il cibo si guasti); o ancora possono mangiare per paura di dispiacere chi ha preparato il pasto o chi offre loro qualcosa o in occasione di un pranzo di famiglia. In breve, si tratta di una persona che non si prende del tempo per chiedersi se ha fame e cosa vuole; ciò che la dirige è la nozione di bene-male, devo o non devo, giusto o no, oppure l’opinione degli altri. E’ il suo mentale che controlla il suo stomaco.

 

Per emozione

Una persona mangia o beve per emozione quando lo fa per colmare un vuoto interiore. Non ha necessariamente fame o sete. Sente questo vuoto dentro di sé e dice, o pensa: “Cos’è che posso mangiare (o bere)?” Apre la porta del frigo o della dispensa e cerca qualcosa da mettere sotto i  denti. E’ anche il genere di persona che mangia in piedi o in fretta senza rendersi molto conto di cosa assume.

 

Per gola

Qui si situano quelli che si lasciano influenzare da uno dei loro sensi. Non sanno nemmeno se hanno fame, ma non appena vedono del cibo, lo sentono, lo toccano, ne sentono parlare o lo assaggiano, non riescono a dire di no.

 

Per fame

Una persona mangia o beve per fame quando è cosciente d’avere veramente fame o sete di qualcosa in particolare. Si prende il tempo di chiedersi se ha fame davvero. Poi verifica dentro di sé di cosa ha bisogno offrendo al suo corpo diverse opzioni. Lo sente dentro di sé quando il suo corpo dice di sì a ciò che gli propone. Se tuttavia non può dare al suo corpo ciò di cui ha bisogno perché non lo ha a disposizione, ne è cosciente e gli dà ciò che, come elemento nutritivo, gli si avvicina di più.

 

Per sapere qual è la categoria dominante per voi, vi suggerisco di annotare, alla fine della giornata, ciò che avete mangiato e bevuto e se lo avete fatto per abitudine, per fame, ecc. Annotate anche l’acqua che avete dato al vostro corpo. Alla fine di ogni settimana potrete tirare le somme e vedere cosa, in prevalenza, vi spinge a mangiare.

 

Se vi trovate nella categoria di chi mangia per abitudine, il vostro corpo vi dice che nella nostra vita in generale vi lasciate controllare troppo dalle vostre credenze. Queste credenze vengono da ciò che avete appreso. Siete dunque influenzati dalle vostre paure e dal passato. Non vi fidate abbastanza della vostra intuizione e rischiate di non prendere in considerazione tante nuove occasioni ancora migliori. Dovete essere delle persone che fanno resistenza di fronte a nuove idee che non corrispondono alle vostre.

 

Se mangiate per emozione, il vostro corpo vuole dirvi che vivete di emozioni molto più di quanto volete ammettere. Siete quel genere di persona che cerca di impedirsi di “sentire”. Può darsi che sentiate della collera, della frustrazione, inganno, dolore, solitudine, ecc. e, non volendo vedere questa emozione, cercate di compensare ricompensandovi, dandovi attenzione attraverso il nutrimento.

Il vostro corpo vi dice anche che avete molte aspettative, che avete bisogno degli altri per essere felici. Vorreste che gli altri colmassero il vostro vuoto interiore che viene dalla vostra mancanza di amore per voi stessi.

 

Se mangiate per gola, il vostro corpo vi dice  che i vostri sensi sono insoddisfatti psicologicamente. Vi lasciate dunque influenzare dai vostri sensi, vale a dire da ciò che vedete, sentite, provate. Siete il tipo di persona che si sente responsabile della felicità degli altri e che ha difficoltà a permettere a coloro che ama di fare le proprie scelte, soprattutto quelle scelte con cui voi non siete d’accordo. E’ anche possibile che siate facili nella critica. Dal momento che la vostra felicità dipende dalla felicità degli altri, mangiate per gola quando vi trovate nello stato in cui sentite che vi manca la felicità.

 

Se mangiate per fame, potete concludere che fate la stessa cosa negli altri ambiti della vostra vita. Vale a dire che avete la saggezza di farvi domande prima di agire, di parlare o di prendere una decisione. Se mangiate per fame nel 50% dei casi, sapete quindi che gestite la vostra vita al 50%. Può anche darsi che sappiate a quale livello ascoltate i vostri veri bisogni nella vostra vita.

 

Quanto avete letto non è stato scritto  affinché decidiate di cambiare. Al contrario, se dite: “bisogna che questa cosa cambi” non cambierà niente. Siate soprattutto riconoscenti d’avere uno strumento per conoscervi e continuate a scrivere quello che mangiate e bevete solo allo scopo di conoscervi. In seguito vi osserverete, vi darete il diritto di essere come siete e vedrete che gradualmente ci sarà una trasformazione verso ciò che volete.

 

Ed ora, oltre alle quattro categorie precedenti, ecco diversi modi di alimentarsi ed i loro significati:

 

*  Mangiare per togliersi il pensiero: persona che vive molto nel “dovere”, che se lo impone e che non crede sia importante farsi piacere.

 

*  Non sapere mai cosa mangiare: persona che non riesce a decidere nella vita. Dipende dagli altri perché le dicano cosa sia bene per lei. Non è abbastanza in contatto con la propria intuizione. Ha paura di sbagliare, di prendere cattive decisioni.

 

*  Sapere cosa si desidera mangiare, ma mangiare la prima cosa che capita: persona che non si crede abbastanza importante o che non merita di farsi piacere. Il piacere degli altri passa davanti al proprio.

 

*  Mangiare o bere  molto in fretta, o ingoiare senza neppure masticare: persona che non si prende il tempo di gustare la vita. Non è nel momento presente. Si riferisce spesso al passato o si preoccupa per l’avvenire.

 

*  Mangiare addentando: persona aggressiva. Ama controllare e vuole che le cose vadano a modo suo. E’ anche una persona che si rende la vita più difficile del necessario, a cui manca la gioia di vivere.

 

*  Mangiare molto lentamente: persona che cerca di estendere questo momento di piacere poiché non si dà piacere in altri ambiti.

 

*  Mangiare in modo metodico: persona che mangia una pietanza per volta nel piatto (ad esempio mangia tutte le patate e solo in seguito la carne, ecc.). Questo tipo di persona non vuole farsi dirigere da chicchessia. Vuole fare tutto a modo suo e quando lo decide lei.

 

*  Alzarsi da tavola non appena il pasto è terminato: persona che non permette alcuna forma di pigrizia, sia per sé che per gli altri. E’ sempre in movimento a causa della moltitudine di cose che deve fare.

 

*  Mangiare in piedi al banco della cucina o davanti alla televisione: persona che non vuole essere consapevole di ciò che accade. Vorrebbe credere che è lei ad avere il controllo della sua vita, ma è un’illusione. Questa persona può anche vivere di sovente senso di vergogna o colpa.

 

*  Servirsi di nuovo prima che il piatto sia vuoto: persona che ha paura che gli venga a mancare qualcosa, insicura del dopo. Non vuole che le manchi niente, ed ciò fa sì che ne prenda troppo. Manca di discernimento.

 

*  Privarsi del cibo:  non ha più gusto per il nutrimento perché ha chiuso la porta col suo desiderio di vivere e di agire.

 

*  Non riuscire a smettere di mangiare: ecco un collegamento con la paura di essere abbandonati.

 

Per finire ripeto che ogni significato ha lo scopo di aiutarvi a conoscervi meglio e non a criticarvi.

Una volta che avete scoperto questi nuovi aspetti di voi, la prima tappa è darvi il diritto di essere così; accettate che quello che siete in questo momento è influenzato da delle credenze e da delle paure che avete da quando eravate molto giovani.

Ringraziate ogni giorno l’Universo perché avete la possibilità di conoscervi attraverso la vostra alimentazione, anche se non siete d’accordo con ciò che avete mangiato e bevuto. Il vostro corpo e la vostra anima preferiscono molto di più questo atteggiamento che non tutte le accuse che vi fate normalmente. Più vi darete amore e più ne sarete energizzati. Questo nutrimento spirituale è tanto importante quanto lo è ogni nutrimento fisico.