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Siete più spesso vincitore o vittima? |
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Perché ci sono tante persone “vittime”? La risposta non è ovvia perché queste persone non sono coscienti di giocare questo ruolo. Dico bene, "giocare un ruolo", perché esse hanno scordato il loro potere di creare e la capacità di poter cambiare la loro sorte. Guardiamo insieme cos’è una vittima. Secondo il dizionario, una
vittima è "una persona che subisce
le ingiustizie di qualcuno o che soffre per uno stato di cose". E’ una persona che si sente impotente; è convinta che qualcun altro o qualcos’altro abbia il sopravvento su di lei. Ecco alcuni esempi:
Benché una vittima sembri soffrire di una certa situazione, non fa nulla per migliorarla perché nel più profondo di se stessa non conosce altri mezzi per avere la stessa attenzione che ottiene con i suoi problemi. Così, più una persona utilizza i problemi per avere attenzione, più pensa che la vita sia ingiusta e più si approfittano di lei. Sono persone che si fanno violentare, derubare, imbrogliare, aggredire in vari modi. Ho potuto constatare che la gran maggioranza di noi ha una parte vittima che si manifesta a diverso grado e in ambiti diversi, anche se non è facile rendersene conto perché ci crediamo degli esperti in materia e ci permettiamo di diventare salvatori proprio in quel certo ambito. Quando una persona agisce così, da salvatore, si crea l'illusione, l'impressione di essere nel suo potere. Nasconde a se stessa la propria impotenza e la paura di farsi imbrogliare. Conoscete certamente delle persone che agiscono come negli esempi seguenti:
E voi, in quale ambito vi lamentate? I soldi, l'attenzione, la
comprensione, la giustizia, l'energia, la salute, il sesso, la riconoscenza,
il tempo, ecc? Se non ne siete certi, chiedete a coloro che vi conoscono
bene. Per quel che mi riguarda, è così che ho scoperto di essere vittima del
tempo. Ero spesso infastidita e in reazione con le persone che si lamentavano. Avevo voglia di scuoterle, volevo che si facessero forza. Mancavo veramente di tolleranza. Allora ho deciso di fare lo specchio e chiedermi in quale ambito potevo lamentarmi molto. Poiché non lo trovavo, ho chiesto alle persone che lavoravano con me di illuminarmi e loro mi hanno detto che spesso mi lamentavo per la mancanza di tempo. Per diventarne veramente cosciente, ho avuto bisogno d’aiuto perché sono sicura che da sola non mi sarei resa conto del numero di volte in cui mi lamentavo perché sono rari coloro che riescono a diventare coscienti da soli. In seguito, per venirne a capo, ho chiesto a quelle persone che
lavoravano con me di dirmi: “Povera Lise!” ogni volta che mi
lamentavo della mancanza di tempo. Questo metodo è molto efficace, ma non è facile per l’ego.
All’inizio, poiché me lo dicevano spesso e sembrava divertirle, non lo
trovavo piacevole. Dopo alcuni giorni, ho cominciato a riderne con loro e, a
partire da quel momento, il mio atteggiamento interiore ha iniziato a
cambiare. Ora spesso mi sento dire: "Come sono fiera di me oggi; sono
riuscita a fare più di quanto avevo pianificato.”
La mia coscienza del tempo si è trasformata. Gli elementi interessanti da considerare nella mia storia sono che
avevo sempre creduto di non avere
problemi di tempo e che ero diventata l’esperta per aiutare gli altri a
gestire il loro tempo. Inoltre, credendo di non aver alcun problema a questo
livello, detestavo ricevere un consiglio su questo tema. Non ascoltavo gli
altri. Vi consiglio fortemente di fronteggiare la vostra parte
vittima perché altrimenti la situazione di mancanza che vivete peggiorerà.
Perché? Per due ragioni. La prima: per riuscire ad avere l'attenzione,
dovrete farvi arrivare delle situazioni sempre più drammatiche e la maggior
parte delle persone tendono ad allontanarsi dalle vittime perché finiscono
con l’averne abbastanza dei loro
piagnistei. La seconda ragione è che la vittima riceve continuamente una proiezione di "povero" o di "mancanza" proveniente dalle persone nella sua cerchia perché, quando pensano a lei, dicono o pensano: "Povero Mario" o "Povera Lise", e questo nutre molto l’elementale di vittima. Ecco gli strumenti che vi propongo per uscire da questo ruolo di
vittima: 1. Chiedete a chi vi conosce di dirvelo,
quando vi lamentate; 2. Datevi il diritto di non gradire di
farvelo dire; 3. Non esercitate il controllo, in altre
parole non cercate di non lamentarvi più. Piuttosto datevi il diritto di
farlo. 4. Accettate che questa mancanza vi arreca una certa attenzione. Come saprete che avrete superato questo stato di vittima? Quando non proverete più la sensazione di mancare di quella data
cosa o stato. Sono convinta che tutti quelli e quelle che giocano un
ruolo di vittima hanno tutto ciò che serve per diventare forti, incrollabili
e prosperi nell’ambito in cui hanno una mancanza. Non vi resta che decidere da quale parte volete stare: vittima o
vincitore! Per un percorso interiore più approfondito, vi suggeriamo
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