Aiutate
gli altri nello stesso modo in cui vorreste essere aiutati
La
maggior parte delle persone sono naturalmente portate ad aiutare una persona in
difficoltà. Ciononostante, molto spesso la persona in difficoltà non vuole
essere aiutata. Ecco perché è molto importante VERIFICARE se il vostro aiuto è
desiderato e, all’occorrenza, in che modo. Può essere che l’aiuto che vi si
chiede vada oltre i vostri limiti. In tal caso, questo modo di fare, vi darà
occasione di rispettarvi nei vostri bisogni e di offrire l’aiuto che vi è
possibile dare esprimendo i vostri limiti e questo, SENZA SENTIRVI IN COLPA.
Noi
tutti possiamo chiedere aiuto a chi ci pare, ma dobbiamo sempre ricordarci che
l’altro non è obbligato ad accettare di dovercelo dare e viceversa.
Detto
ciò, perché ci sono delle persone che credono che sia la loro missione rendere
il prossimo felice e che non si permettono di stare bene ed essere felici
fintantoché un loro caro soffre o vive in una situazione difficile?
Se
questo è il vostro caso:
·
Vi aspettate lo stesso trattamento da parte
degli altri. Vi piace quando gli altri si preoccupano di voi. Perché? Perché
questo vi dà l’illusione di essere amati. Questo modo di pensare è tipico di
quanti soffrono della ferita d’abbandono che vi fa credere che qualsiasi forma
di attenzione o di supporto sia un’espressione d’amore.
·
Quando vi danno dei consigli, li ascoltate di
rado. Non sono i consigli o gli incoraggiamenti che volete, ma soltanto
l’attenzione che vi procurano. Questi consigli vi danno di solito l’impressione
che gli altri non s’impiccino degli affari loro e ciò vi disturba. È perché
siete inconsapevoli di questo grande bisogno di sostegno e attenzione da parte
degli altri che ciò v’infastidisce.
Se vi
riconoscete in queste parole, vi suggerisco di autorizzarvi ad avere una ferita
d’abbandono non guarita. Ammettete che cercate l’attenzione degli altri anche
se il loro modo d’aiutarvi o i loro consigli non vi vanno bene.
Dovete
comunque rendervi conto che fate la stessa cosa con gli altri. Se voi credete
che l’aiuto che vi danno equivalga all’amore che vi viene dato, allo stesso
modo credete che il vostro amore passi per l’aiuto che date agli altri (anche
se non ve l’hanno chiesto).
Riconoscete
questo fatto e ditevi che il giorno in cui vi vorrete molto bene, in cui vi
darete tutta l’attenzione di cui avete bisogno, non sarete più dipendenti
dall’attenzione degli altri.
Per
aiutarvi a divenire più consapevoli del vostro modo di aiutare gli altri, vi
suggerisco di notare fino a che punto vi è difficile ascoltare qualcuno parlare
dei suoi problemi senza essere subito portati a dargli un suggerimento o un
consiglio che, secondo voi, l’aiuterebbe molto a trovare una soluzione ai suoi
problemi. Siate coscienti che una persona che racconta i propri problemi lo fa
per avere attenzione, che ne sia consapevole o no.
Molte
persone sono convinte che i problemi attirino loro più attenzione che le buone
notizie. Perché credete che i giornali vendano più copie parlando dei problemi
del mondo? Penso, per esempio, a un californiano che un giorno ha avuto la
brillante idea di fondare un giornale che parlava solo di buone notizie e che
ha dovuto chiudere i battenti dopo un solo anno lavoro…
In
questo nuovo anno che comincia, prendetevi il tempo di darvi attenzione almeno
una volta al giorno. Non è un buon proposito? Allo stesso tempo, fate sapere ai
vostri cari che volete imparare ad aiutarli soltanto quando lo chiedono e che
possono dirvelo nel caso in cui dimentichiate di verificare se hanno bisogno di
aiuto prima di fare o di dire qualcosa.
Sarete
piacevolmente sorpresi di scoprire fino a che punto questo tipo di rispetto
migliori le relazioni e diminuisca il senso di colpa. Riuscirete a poco a poco
ad aiutare PER AMORE e non PER ESSERE AMATI.
Con
amore,