di Lise Bourbeau
Ti fai mai una delle seguenti domande:
Cosa significa davvero “essere onesti”?
Per essere considerato una persona onesta
devo dire tutto quello che penso?
Non è meglio non dire certe verità?
Essere una persona veramente onesta significa essere in grado di pensare, fare, dire e provare la stessa cosa. Se pensi o senti qualcosa e non agisci di conseguenza, non sei sincero con te stesso e/o con gli altri.
Essere onesti non significa necessariamente dover dire tutto ciò che pensiamo e sentiamo. Tuttavia, quando decidiamo di parlare o di agire, le nostre parole e le nostre azioni dovrebbero sempre corrispondere a ciò che pensiamo e sentiamo.
Diamo un’occhiata alle paure che ci impediscono di essere onesti.
PAURA DI DISPIACERE:
Qualcuno ha mai chiesto la vostra opinione su qualcosa che non vi piaceva o che trovavate sgradevole? Come avete risposto? Hai agito come fa la maggior parte della gente che, non volendo dispiacere, trova delle buone ragioni per non dire ciò che realmente pensa?
La gente dice frequentemente di concordare con il proprio compagno o la propria compagna per paura di dispiacere. Altri si sforzano e fanno tutto quello che possono per piacere agli altri, fino al punto di andare contro i loro desideri.
PAURA DELLA REAZIONE DELL’ALTRA PERSONA ED IN PARTICOLAR MODO DELLA SUA RABBIA.
Questa è una delle paure più grandi che ci impediscono di essere onesti. Eccovi alcuni esempi:
Una madre che dice al proprio figlio:
“Ti do il permesso, ma non dirlo a tuo padre”.
Un bimbo che nasconde i propri voti
scolastici ai genitori.
Una
moglie che mente al proprio marito sul del prezzo di ciò che compera.
Un
uomo che inventa scuse quando arriva a casa tardi.
Una
moglie che dice al proprio marito che è stata affaccendata tutto il giorno
quando in realtà ha incontrato un’amica e non ha fatto quasi niente.
Anche le persone che fumano, bevono e mangiano di nascosto hanno paura delle reazioni altrui.
PAURA DI NON DARE L’IMMAGINE DESIDERATA:
Le persone rigide che si controllano un sacco hanno spesso questa paura. Il giudizio o l’opinione che gli altri hanno di loro è molto importante. Queste persone cercano di mostrarsi e di essere sempre al meglio.
Tendono a mentirsi. Per esempio, quando dicono: “Non sono più dipendente dalle sigarette”, spesso si stanno controllando ed invidiano coloro che continuano a fumare.
Tendono anche a controllare il loro peso, ciò che mangiano, le loro uscite, i loro amici, il modo in cui si presenta la loro casa, qualunque cosa gli altri possano giudicare imperfetta. Inoltre talvolta mentono sui loro figli o sul loro compagno quando questi possono danneggiare l’immagine del marito (o compagno) perfetto che cercano di mantenere.
PAURA DI NON ESSERE ABBASTANZA BRAVI:
Le persone che, una volta impegnatesi in qualcosa, sentono di dovercela fare anche se questo va oltre i loro limiti, hanno questa paura. Essi si trovano bloccati in situazioni che non vanno nella stessa direzione in cui loro vogliono o si sentono. Si tratta spesso di perfezionisti che credono di non fare mai abbastanza, o che quello che fanno non va abbastanza bene.
PAURA DI SEMBRARE INGRATI:
Eccovi alcuni esempi di bugie che nascondono questa paura:
Dire: “grazie, mi piace il tuo regalo”,
quando non è il caso.
Invitare qualcuno la cui compagnia in
realtà non ci piace, perché ci avevano invitato in precedenza.
Far visita ai tuoi genitori regolarmente
anche se preferiresti vederli meno spesso.
Scegliere una carriera per far felici i
tuoi genitori, anche se ti sentiresti più adatto per un altro lavoro.
Far l’amore con il tuo compagno o la tua
compagna anche se non ne hai voglia, perché lui/lei ti ha appena portato fuori
o ti ha fatto un regalo.
Sentire di dover accettare l’aiuto di
qualcuno che ti aveva già aiutato anche se avevi già programmato qualcos’altro.
PAURA DI PERDERE O DI NON AVERE ABBASTANZA:
Coloro che hanno paura di non avere abbastanza sono quel tipo di persone che chiacchierano dei rimborsi del fisco o di un rimborso di un’assicurazione. Altri andranno da un medico che certifichi che non sono in grado di lavorare così da ricevere l’indennità di malattia quando, di fatto, potrebbero lavorare. Si prenderanno un giorno di vacanza dicendo di essere malati, quando di fatto sono fuori a divertirsi o semplicemente a lazzaronare.
I compagni che non possono parlare apertamente di ciò che provano per paura di perdere l’altro. Essi sanno che la loro relazione è molto superficiale, ma preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia, facendo finta di non rendersene conto. Alcuni sembreranno addirittura affezionati ed attenti al proprio partner, solo per poi criticarli alle spalle con chiunque sia disposto ad ascoltare.
Queste persone dicono spesso: “non mi da fastidio”, quando di fatto ciò che è appena accaduto o è stato detto le ha in realtà contrariate. Nella maggior parte dei casi questo comportamento è motivato dalla paura di perdere qualcuno o qualcosa.
Come potete vedere, le bugie nascondono ogni sorta di paura! Quando ti rendi conto che non sei stato onesto, cerca di trovare la paura che ha provocato ciò. Il lato buono dell’essere bugiardi è che aiuta a diventare consapevoli delle paure che derivano da una o più ferite che abbiamo subito nella nostra infanzia. Le ferite più comuni sono: rifiuto, abbandono, umiliazione, tradimento e ingiustizia.
Tutti gli esempi succitati nascondono una di queste ferite. Dire bugie è una protezione umana. Coloro che mentono credono che con il non essere onesti non temeranno più le loro ferite. Questa è una falsa credenza: crea solo l’illusione di una protezione. Le ferite restano interamente e la paura le alimenta.
Mentire a se stessi e agli altri porta a conseguenze dannose:
Crea difficoltà nelle relazioni.
Dire bugie blocca la nostra capacità di
crearci una vita in accordo con i nostri veri bisogni, pertanto blocca la
nostra creatività.
Bloccando continuamente i nostri
bisogni, il corpo fisico finisce con l’esserne influenzato e si ammala. Le
malattie più comuni di cui soffrono coloro che non dicono la verità sono
disordini alla gola, alla mascella, ai denti e alle gengive; torcicollo e
laringiti.
Le persone la cui paura impedisce loro
di andare avanti hanno spesso problemi alle gambe, ai piedi e al nervo sciatico.
La profondità della ferita di cui si è fatta esperienza da giovani ed il grado di paura che c’è stato da quel momento determineranno la gravità della malattia. È quindi urgente decidere di essere onesti anche se all’inizio sembra difficile.
Per essere in grado di fare ciò, suggerisco
i passi che seguono:
1. Datti il permesso di non essere stato onesto, sapendo che avevi semplicemente paura di soffrire.
2. Decidi di essere sincero da ora in poi, sapendo che all’inizio non sarai sempre in grado di farlo. Con la pratica diventerà più facile.
3. Parla alle persone che ti sono vicine della tua decisione. Spiega loro che non sai come questa decisione influenzerà il tuo modo di agire o di parlare e che dovranno prepararsi a vedere una differenza. Datti il permesso di essere goffo all’inizio.
4. Quando hai paura di dire la verità, fai un profondo respiro, ammetti di avere paura e osa essere onesto. Sarai veramente felice di vedere che la tua paura non era reale perché era basata su un’esperienza del passato che non si riflette necessariamente nella realtà odierna.
5. Alla fine della giornata, rifletti sulla tua giornata e prendi nota dei momenti in cui non sei stato sincero con te stesso o con un’altra persona. Poi prendi nota di quali paure c’erano dietro le tue bugie. Datti il permesso di avere queste paure ed accetta il fatto che avere paura è solo umano.
6. Ogni qualvolta ciò sia possibile, se necessario, ammettilo con la persona coinvolta il giorno successivo.
Le ricompense per la tua onestà ti piaceranno talmente che dopo un po' diventerà un atteggiamento naturale.
Le tue relazioni miglioreranno e la tua
creatività si svilupperà di pari passo. Troverai la tua individualità, il tuo
“vero sé”, e smetterai di coltivare false personalità che ti costano un sacco
di energia. Userai invece questa energia per creare la tua vita e allo stesso
tempo spalancherai le porte dell’abbondanza in ogni area della tua vita.
Desideriamo ringraziare Isabella Popani per la sua gentilezza e generosità nel tradurre questo articolo.