Sapevate che...
… solo voi conoscete i vostri bisogni?
Innanzi tutto, è importante fare la differenza tra un bisogno e un
desiderio. Un desiderio si situa per lo più al livello del fare e dell’avere,
mentre il bisogno si situa al livello dell’essere. Per esempio, potete
desiderare di mangiare cioccolata, di non far niente un certo giorno, di fare
sport, di andare in vacanza, ecc. Se rispondete così al vostro bisogno di
essere riposati, di fare il pieno d’energia, prendete due piccioni con una
fava.
La maggior parte dei nostri desideri non rispondono tuttavia a un
bisogno del momento. Ecco perché la gente non si sente soddisfatta dopo aver
esaudito un desiderio. Ricordo che per molto tempo, quando ero delusa, quando
vivevo delle emozioni, avevo il desiderio di andare a fare spese e di comprarmi
uno sfizio, come un paio di scarpe di cui non avevo veramente bisogno ma che mi
piacevano. In realtà, quell’acquisto non appagava nulla al livello del mio
essere. Quel desiderio colmava un vuoto dentro di me. Qual era il mio vero
bisogno allora?
Per trovarlo, mi sono
chiesta che cosa il problema M’IMPEDIVA DI ESSERE (mettendo in pratica questa
tecnica, potete sostituire la parola essere con sentirmi se così
vi risulta più facile. Quelle situazioni che mi facevano vivere grandi
emozioni, m’impedivano di essere calma, di rilassarmi, ecc. Quei bisogni non
erano appagati da un paio di scarpe. Forse potevo essere contenta sul momento,
ma una volta tornata a casa, la causa delle emozioni c’era ancora. È solo
scoprendo quello che si vuole ESSERE che si possono trovare i mezzi (al livello
dell’avere o del fare) per arrivarci.
Ora quando si crea questo stesso tipo di situazione, non corro più
in un negozio per colmare il mio vuoto interiore. Cerco piuttosto di sapere che
cosa mi permetterebbe di essere calma (personalmente, uso la tecnica dello
specchio perché mi consente di fare la pace con la persona o le persone
interessate così pure con me stessa accettandomi così come sono in quel
momento). Mi piace sempre comprare scarpe, ma non più con la stessa motivazione
di prima.
Non si possono mai conoscere i bisogni degli altri e nessuno può
conoscere i nostri bisogni perché noi siamo i soli a poter rispondere alla
seguente domanda: che cosa mi aiuterà a essere quel che desidero in questo
momento?
La ragion d’essere di ciascuno di noi è di ESSERE quello che
vogliamo essere in ogni momento, e ciò, nell’accettazione, significa senza
alcun giudizio di bene o di male. Ognuno di noi è dio che sperimenta senza
posa. Possiamo essere quel che vogliamo, che sia positivo o negativo, perché
siamo sempre noi che dobbiamo assumercene le conseguenze. Questo concetto di
responsabilità ci aiuta a diventare sempre più intelligenti, vale a dire a fare
scelte che avranno buone conseguenze per noi. Quando ci accetteremo in tutto
quel che decidiamo di ESSERE, senza nessun senso di colpa, avremo raggiunto lo
scopo ultimo di essere qui, nel momento presente.
Finché non ascoltiamo i nostri bisogni a causa delle nostre tante
paure e credenze, viviamo nel rimpianto, nelle emozioni, per via dei nostri
numerosi bisogni insodisfatti. Creiamo un circolo vizioso: siccome non
riusciamo a soddisfare i nostri bisogni, speriamo che lo farà qualcun altro al
nostro posto, senza renderci conto che chiediamo l’impossibile. Continuiamo
quindi ad alimentare le nostre emozioni e le nostre paure.
Vi posso assicurare che decidendo quel che vogliamo e accettandoci
in questo “IO VOGLIO”, le persone intorno a noi accettano facilmente quel che
vogliamo. Quando una persona è infastidita da un desiderio o da un bisogno che
noi abbiamo, è segno che non accettiamo di volerlo, ci sentiamo quindi in
colpa. Sta solo a noi agire diversamente.
Con amore,